La Storia

«Io, Favaro don Luigi, do’ inizio alla cronistoria della nuova parrocchia, descrivendo i passi salienti e significativi di questo nuovo cammino». Sono queste le parole con cui il primo parroco registra la nascita della nuova parrocchia la sera di mercoledì 8 settembre, data di nascita ufficiale di sant’Anna, il cui decreto di erezione è stato firmato dall’allora vescovo di Padova mons. Girolamo Bortignon.
DSC_0421All’origine la nuova comunità avrebbe dovuto essere dedicata anche a San Domenico Savio, ma per la presenza in zona dell’antica chiesetta di Sant’Anna, si preferì dedicarla alla mamma di Maria. Domenica 3 ottobre, in duomo di Piove di Sacco, alle ore 11 venne letto da monsignor Antonio Michieli il decreto di nomina per don Luigi. Avvisato dal vescovo della assoluta mancanza di strutture: senza chiesa, patronato e canonica, venne risolta affittando una casa in via Dante Alighieri, nel cui garage don Luigi si apprestò a creare una cappella con circa 40 posti a sedere. Il 24 ottobre 1976 furono celebrate le prime tre messe, per la nuova parrocchia.
Ma già dopo pochi mesi, all’inizio del 1977 data la partecipazione lusinghiera alle sante messe e la concentrazione nella zona di tante giovani famiglie, per don Luigi e per i parrocchiani si pose il problema delle strutture: Nonostante l’entusiasmo iniziale, una prima soluzione di acquistare un edificio in via Dante Alighieri venne poi scartata, perché troppo onerosa dal punto di vista economico e così almeno fino al 1981 sant’Anna continuò senza una chiesa vera e propria. Nel gennaio del 1977 cominciò ad essere distribuito “Agape”, il bollettino parrocchiale che ancor oggi, a più di vent’anni di distanza, arriva nelle case e tiene informati i parrocchiani sulle attività e la vivacità della parrocchia. Agape è una parola greca che significa “amore fraterno” ed è stata scelta proprio per indicare il significato che una comunità parrocchiale deve avere. Il “foglietto domenicale” “comunità viva” apparso il 1 gennaio del 1983, è stato un riferimento importante per la comunità, e pian piano sostituisce le pagine informative di “Agape” Il 1977 è l’anno anche della nascita del primo consiglio pastorale, della celebrazione della prima comunione, impartita il primo maggio al santuario della Madonna delle Grazie e della prima sagra, organizzata circa due mesi prima da un apposti comitato: fu una festa di famiglia, con giochi e intrattenimenti nello spazio antistante la casa di don Luigi. In ottobre dello stesso anno partirono, assieme alla catechesi, che si impartiva nelle case dei parrocchiani, anche l’Acr, iniziata ufficialmente il 29 ottobre. Inoltre la direzione didattica diede l’autorizzazione alla comunità di poter celebrare di domenica nell’aula magna della scuola elementare Dante Alighieri: Proprio in questo periodo don Gianni Gambin, insegnante presso il seminario di Padova, fu affiancato a don Luigi per aiutarlo a gestire la vita parrocchiale domenicale, e divenne in breve un punto di riferimento importante per la comunità, soprattutto per il nascente gruppo giovani. Con il nuovo anno, in marzo, si ebbe la formazione definitiva del primo vero e proprio consiglio pastorale, mentre in autunno si arrivò alla fondazione di “Antenna uno”, il gruppo caritativo creato per venire incontro alle necessità e alla povertà della parrocchia, che don Luigi così definiva in “Agape” del giugno 1978: «Io penso che il cristiano proprio per la fede e l’amore che lo ispira debba avere sempre una “sua antenna” pronta a captare le necessità dei fratelli». Il gruppo di Antenna uno per tanti anni fu il punto di riferimento e l’ancora cui aggrapparsi per tante persone della comunità, soprattutto sole e anziane, grazie alla disponibilità discreta e silenziosa di alcuni volontari. Ma con il passare del tempo le esigenze sociali del territorio si modificarono e il gruppo cessò di esistere nel 1989. Ma non venne meno l’impegno di alcune donne di Azione Cattolica che proseguirono in attività di raccolta e di distribuzione di vestiti, alimenti e solidarietà con le persone anziane e famiglie in difficoltà. Nel 1997, nel Consiglio Pastorale e specialmente con la Visita Pastorale del Vescovo Antonio, le attività caritative ritrovano un nuovo impulso e la decisione di aprire una Caritas parrocchiale che, verso la fine del 1998 collabora con le parrocchie del duomo e della Madonna delle Grazie nella creazione della Caritas cittadina.Ma accanto ai gruppi nel 1978 fiorivano anche le opportunità di avere il terreno per la chiesa e le opere parrocchiali: in data 1 dicembre 1978 il consiglio comunale deliberò di assegnare alla parrocchia 9800 mq di terreno, quello su cui in seguito sono state costruite le opere e parrocchiali, in quel periodo in verità un po’ decentrato rispetto ai nuclei abitativi della parrocchia, ma conforme al nuovo piano regolatore.
Il primo progetto di una nuova chiesa venne presentato nel febbraio del 1979, ma non fu facile giungere a quello definitivo, perché non si sapeva se dare priorità al luogo di culto o alle altre opere parrocchiali. Il primo progetto venne definitivamente abbandonato il 29 marzo 1981.
Nel frattempo nascono e proseguono alcune iniziative, come la nascita della Cassa Peota che aveva l’obiettivo di offrire prestiti agevolati a chi ne avesse bisogno, ma soprattutto di destinare gli utili dei risparmi ai finanziamenti delle nuove opere parrocchiali; d’altra parte la vita dei gruppi si articolava sempre più instancabilmente con iniziative coinvolgenti un po’ per tutte le età.
A pochi mesi di distanza dal rifiuto al progetto della chiesa, il 25 giugno del 1981 la commissione edilizia di Piove di Sacco approvò il progetto per le opere parrocchiali e il cantiere venne aperto il 25 luglio dello stesso anno. Al posto della chiesa si pensò di costruire un’aula assembleare, la stessa che per ben 17 anni ha ospitato le celebrazioni e tutti i momenti importanti della parrocchia. Il uglio 1981 il vescovo, monsignor Girolamo Bortignon, in occasione dei festeggiamenti di Sant’Anna, venne a benedire il cantiere e a deporre la prima pietra.
Secondo il progetto, oltre alla sala adibita a chiesa, avrebbe dovuto essere costruito anche l’appartamento per il parroco e le aule del patronato, ma data la mancanza di fondi, i lavori vennero ritardati e si pensò di portare a termine solo l’aula assembleare. La spasmodica ricerca di aiuti economici si fece ancora più forte e la chiesa provvisoria venne inaugurata domenica 13 dicembre 1981, alla presenza del vicario generale monsignor Magarotto che impartì la benedizione alla chiesa e alla campana e diede l’incarico di ministri straordinari dell’Eucaristia a suor Rosy e suor Chiara, le prime due suore dell’ordine di Maria Bambina che entrarono nella vita della parrocchia, aiuto prezioso soprattutto per gli anziani e per l’animazione giovanile. Il momento della solenne celebrazione fu anticipato il sabato sera con una fiaccolata simbolica dalla chiesetta in via Zanella fino al nuovo edificio, ancora fresco di malta e la “chiesa ” fu subito piena
Il 22 maggio 1983 il nuovo vescovo di Padova, Monsignor Filippo Franceschi, inaugurò i locali del Patronato che comprendono anche l’abitazione dei sacerdoti.
Il 27 ottobre 1984 anche don Luigi Favaro lasciava sant’Anna alla guida di don Valerio Pietrobon.
Il nuovo parroco, don Valerio, trovò ancora un bel po’ di lavoro da fare, soprattutto per quanto riguarda l’allargamento e il consolidamento della vita comunitaria, oltre naturalmente al completamento delle strutture e al desiderio, sempre forte di costruire la vera chiesa. Nel frattempo altri gruppi si affiancavano a quelli esistenti: nel 1985 venne creato il CRSA, il Centro Ricreativo Sportivo Sant’Anna, che intendeva gestire tutte le attività culturali, ricreative della parrocchia, e nello stesso periodo vengono fatte alcune riflessioni sull’importanza del patronato come centro comunitario.
Un giovane chierico, Francesco Tondello, viene mandato durante i fine settimana e durante il periodo estivo ad aiutare don Valerio: rimarrà a S: Anna, anche da sacerdote, per molto tempo, fino al 1996.
Divennero sempre più numerose le nuove coppie che sceglievano la zona di sant’Anna, date anche le recenti costruzioni edilizie e di conseguenza anche il problema della sistemazione delle opere parrocchiali si fece sempre più urgente. Nel frattempo il consiglio pastorale, l’ultimo del quale era stato costituito ancora da don Luigi nel 1983, viene sostituito da un nuovo organismo, le assemblee parrocchiali, mentre la gestione delle iniziative doveva esser guidata da apposite commissioni, animate da intenti specifici. L’estate del 1986 vide don Francesco e don Valerio impegnati con i primi campiscuola estivi parrocchiali a Sappada.
Nel frattempo, dopo un breve periodo di ritorno in parrocchia di don Gianni, poi trasferito a Deserto d’Este come parroco, arrivò il primo cappellano, don Moreno Bagarella. Il 1986, a dieci anni dalla fondazione della parrocchia, vide un altro segno forte nella parrocchia: la missione, che occupò la parrocchia dal 30 novembre al 14 dicembre 1986, animata dallo spirito dello slogan “costruiamo con Cristo una comunità di fratelli”.
Nel gennaio del 1987 nasceva il nuovo gruppo scout AGESCI, come proposta educativa a fianco dell’Acr.
In questi anni intanto la sagra di Sant’Anna divenne un appuntamento sempre più importante e impegnativo e cominciò a essere conosciuta nella zona. Proprio per questo motivo venne acquistato uno stand per accogliere le numerosissime persone che venivano alla sagra. Nell’autunno del 1987 il chierico Francesco Tondello viene sostituito da un altro chierico, Lorenzo Parolin. Nello stesso periodo si insediò un nuovo consiglio per gli affari economici che si doveva occupare di far quadrare il bilancio della parrocchia, in vista anche dei nuovi lavori di ampliamento del patronato con un nuovo salone, alcune aule, gli spogliatoti e all’esterno la creazione di un nuovo campo di calcio. Dopo le attività estive e i campiscuola organizzati da don Moreno e il chierico Lorenzo e la consueta sagra di luglio, i lavori per le nuove opere parrocchiali ebbero inizio nel novembre del 1988. Il 4 giugno 1989 i nDSC_0425uovi locali parrocchiali vennero inaugurati e poco dopo anche il campo di calcio. Nel frattempo don Nicola Salandin, prete novello, sostituì don Moreno come cappellano. Nel 1990 don Francesco, oramai ordinato sacerdote ritornava ad affiancare don Valerio, questa volta come cappellano, mentre Emanuele Degan si prestava come chierico.
Il 13 settembre 1992 don Valerio lasciava la parrocchia di sant’Anna: un grave malore e il conseguente ricovero in Ospedale nel novembre del ‘91 l’avevano indebolito e le tensioni che si erano create l’avevano indotto ad accettare la rinuncia alla parrocchia. a sera del 12 ottobre 1992 Don Antonio Benetollo, già parroco di Ognissanti in Padova, fa il suo ingresso in S. Anna. Don Francesco rimane anche per aiutare il nuovo parroco in questa fase iniziale di impatto con la realtà santannese. Chierico nel periodo di cambio dei parroci è Simone Bottin.
Dopo un primo periodo conoscitivo, che don Antonio attuò anche con la conoscenza delle famiglie mediante la visita e la benedizione di tutte le case della parrocchia, cominciarono gli impegni più importanti dal punto di vista pastorale: la catechesi del fanciulli e ragazzi, la visita alle famiglie annuale, la pastorale degli anziani e ammalati, la cura delle Associazioni parrocchiali, specialmente dell’Azione Cattolica e degli Scouts. Nell’anno successivo nascerà anche il gruppo delle “giovani coppie” un gruppo di 14 famiglie che iniziano un cammino di formazione.
Grazie anche all’interesse di don Francesco per la vita del patronato, nel gennaio de1993 nasceva il GAP (gruppo animazione patronato).
Intanto nel marzo del 1993 vennero avviati i lavori di sistemazione delle aree esterne. Nel settembre del 1993 arrivarono ad aiutare don Antonio e don Francesco suor Luigina e il chierico Sandro Ferretto.
Il 1994 è l’anno in cui parte anche l’esperienza dei Centri di ascolto in sei famiglie della comunità, in Avvento e in Quaresima.
Dopo molti anni di affermazioni solo verbali, vennero definiti i confini del terreno di pertinenza della parrocchia con la cessioneDSC_0419 di un’area da parte del comune, a completamento degli spazi già utilizzati dalla comunità. Subito dopo l’acquisizione dell’area, avvenuta il 15 giugno 1994 e dopo la presentazione in assemblea liturgica del progetto l’11 settembre 1994, in ottobre ebbero inizio i lavori di sistemazione delle aree esterne; nel frattempo arrivava un nuovo chierico, Federico Giacomin e nasceva la corale parrocchiale, a fianco dei gruppi giovanili di animazione liturgica. I lavori esterni si protrassero fino al luglio del 1995; oltre alla sistemazione definitiva del campo di calcio, della vecchia piastra di cemento, si avviò costruzione di una seconda piastra polivalente, la sistemazione della zona a verde, la realizzazione di un parco giochi per bambini e la posa di 26 nuove piante, il tutto fino ai primi mesi del 1996.
Il questo stesso anno don Francesco, viene mandato come cappellano a Solesino, il chierico Federico, ultimo a S. Anna, e suor Luigina escono dalla vita parrocchiale di S. Anna, ma non dai cuori.
Arriva il nuovo cappellano Damiano Fortin , sacerdote novello e suor Antonella, sempre dell’ordine di Maria Bambina.
Nel 1995, da segnalare soprattutto la formazione di un nuovo Consiglio Pastorale, il primo dopo la partenza di D. Valerio, composto per i due terzi da rappresentanti dei gruppi parrocchiali e per un terzo da altri laici scelti dai fedeli in due elezioni avvenute in chiesa alla fine di marzo.
Il 1996 è l’anno della nuova chiesa: nei mesi di maggio e giugno ci sono dei contatti del Parroco e del Consiglio per gli affari economici della parrocchia con il Vicario generale, il presidente dell’I.D.S.C., con il Sindaco e gli amministratori comunali. Il tutto confluisce positivamente per la realizzazione del progetto e la collocazione della nuova chiesa. Viene chiesto e ottenuto anche il contributo Cei (Conferenza Episcopale Italiana) . E’ di questo periodo, infine, la realizzazione del progetto della chiesa di S. Anna, frutto dell’incontro tra l’Arch. Alberto Ruffatto che già aveva curato la realizzazione e sistemazione delle aree esterne.
All’inizio del nuovo anno pastorale 1996/97 il progetto della nuova chiesa viene esposto ai fedeli e presentato in una domenica nel 20° della nascita della parrocchia, con la partecipazione di S. E. Mons. A. Magarotto, vescovo di Chioggia.
Il 21 luglio 1997 arriva la comunicazione ufficiale della commissione edilizia di culto della conferenza episcopale che assegna un contributo pari al 75 per cento del costo totale dell’opera (nuova), che sarà, poi, di 950 milioni a fronte della spesa totale prevista di circa un miliardo e mezzo.
DSC_0412Anche l’amministrazione comunale di Piove di Sacco ha voluto contribuire all’onere della parrocchia con 100 milioni.
Negli ultimi anni la vita della parrocchia ha visto nascere anche altri nuovi gruppi come il gruppo famiglie e il gruppo adulti di azione cattolica, oltre che il consolidarsi alcuni appuntamenti fissi come i centri di ascolto nelle famiglie durante l’Avvento e la Quaresima e la presenza di nuovi carismi per i laici, come i cinque ministri straordinari dell’Eucaristia. Nonostante questa costante vitalità della vita pastorale, in molte occasioni la parrocchia si è dovuta stringere tristemente attorno a molte famiglie della comunità che hanno perso un loro caro: sono giovani vite di ragazzi che hanno vissuto nel nostro patronato, ma sono anche le facce di tanti amici che hanno collaborato nella vita della parrocchia.
Lunedì 16 febChiesa 3 (2)braio 1998, martedì 16 febbraio 1999.
Un anno esatto è trascorso da quando gli operai hanno cominciato a sistemare il cantiere che doveva delimitare l’area occupata dalla nuova chiesa e, quasi con un mese di anticipo sulla data presunta di conclusione, l’edificio è stato completato.
Sotto i nostri occhi è risultato visibile con quanta alacrità tutti abbiano lavorato a questa struttura, aiutandoci fin da subito a vederla come la “nostra vera chiesa”, una chiesa di mattoni, ma anche il tempio della nostra preghiera, la casa della nostra comunità, una casa sempre più necessaria, vista la continua espansione edilizia del quartiere.
L’impegno e la caparbietà dei primi anni hanno seminato bene ed oggi si raccoglie come frutto prezioso la gioia di poter celebrare assieme nella nuova casa di Dio.

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